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Croci, chiocciole e cerchietti... del 28 Agosto 2010

Lettere dell’alfabeto, segnali stradali, simboli matematici, loghi aziendali… Per comunicare usciamo centinaia di simboli grafici, molti dei quali pur compresi in tutto il mondo non hanno di per sé un significato. Ma qual è l’origine di questi segni? Da dove derivano? Come fanno a diffondersi? Per rispondere a queste domande analizziamo le origini di alcuni tra i simboli più noti e diffusi.

La chiocciola di Internet

Noi la chiamiamo “chiocciolina” perché ricorda il guscio di una lumaca, i francesi per lo stesso motivo la chiamano “escargot”, in Grecia è detta “papaki” (paperella), per i russi è “sobaka” (cane), altri la chiamo “scimmietta” per la lunga coda che avvolge la “a”… ma in qualunque lingua la @ simboleggia ormai una cosa: Internet. Nacque quando con il diffondersi della Rete si cominciarono a creare indirizzi composti dal nome dell’utente più quello del computer dove sarebbe arrivata la posta elettronica e questi due elementi dovevano essere separati da un elemento inconfondibile. La scelta cadde sulla chiocciola. Chi lo decise? Chi ne aveva diritto, ovvero l’ideatore del primo programma di posta elettronica, l’americano Ray Tomlinson, che nel 1972 scelse più o meno casualmente la @… perché era già presente sulle tastiere Teletype 33 (in Inghilterra era usata per i prezzi: 3 scatole @ prezzo 15£ l’una).
In realtà il simbolo ha origini più antiche: era utilizzato durante il Medioevo dai monaci amanuensi per riassumere in una lettera la preposizione latina “ad” (presso). La @ si ritrova anche in alcuni scritti veneziani del ‘500 come abbreviazione commerciale di “anfora”, l’unità di peso e capacità propria di quell’epoca.

La croce uncinata del Nazismo

Oggi evoca gli orrori del Nazismo, ma questo simbolo ha origini antichissime. La svastica o croce uncinata nasce come simbolo religioso: nell’Estremo Oriente rappresentava il ritorno ciclico delle stagioni. In India rappresentava il Sole (con gli uncini rivolti a destra), ma anche come emblema di ira funesta (con gli uncini rivolti a sinistra). Nel ’700 assunse il significato di diecimila e quindi di infinito.

I 5 cerchi delle Olimpiadi

Ideatore dei cinque cerchi è lo stesso barone Pierre de Coubertin, padre delle Olimpiadi moderne. De Coubertin li disegnò per la prima volta in una lettera del 1913, e il simbolo fu presentato al Congresso Olimpico di Parigi dell’anno successivo. De Coubertin scelse anche i colori dei cerchi: blu, giallo, nero, verde e rosso, perché questi erano i colori presenti in tutte le bandiere del mondo. Nell’immaginario comune, ogni colore rappresenta un continente: il blu per l’Europa, il verde per l’Oceania, il rosso per l’America, il nero per l’Africa e infine il giallo per l’Asia.

La faccina gialla che sorride

La fusione fra due aziende può avere un effetto sui dipendenti: nuove abitudini, nuovi colleghi, nuovi dirigenti. Nel caso in questione (la fusione di due compagnie assicurative nel 1963) la depressione del personale doveva essere particolarmente grave, se i nuovi dirigenti decisero di affidare ad un grafico, Harvey R. Ball, il compito di ideare qualcosa per risollevare il morale. Il risultato fu lo “smiley”, la faccina sorridente che in seguito avrebbe ispirato gli emoticon di Internet (nati nel 1982, su iniziativa di Scott Fahlam). Oggi lo smiley è ovunque simbolo di buonumore. E pensare che Harvey Ball, per la sua idea, ricevette un compenso di soli 45 dollari!

Pericolo radiazioni

Ideato nel 1946 da Nels Garden del “Radiatons Laboratory” dell’Università della California di Berkeley, è uno dei rari casi in cui un simbolo è resistito nel tempo ma… con i colori cambiati. All’inizio l’elica era color magenta su sfondo blu: il magenta, infatti, non era usato in nessun altro segnale e quindi in teoria inconfondibile. Oggi, invece, prevale di gran lunga il colore nero su sfondo giallo, almeno al di fuori degli Stati Uniti. Il motivo? La sua ottima visibilità alla distanza di sicurezza di 20 metri.

L’uomo viene da Marte e la donna da Venere

I pianeti del sistema solare sono stati battezzati nell’antichità con i nomi di divinità romane: da Giove, padre degli dei, a Marte, dio della guerra. Ciascun pianeta aveva poi un simbolo astrologico (ispirato al relativo dio), ed è qui che nascono i simboli di maschile e femminile, legati rispettivamente a Marte e a Venere. Nel simbolo di Marte è presente una lancia stilizzata (che ricorda la guerra), quello di Venere ricorda uno specchio (simbolo della bellezza).

Rosso di Mattina del 07 Agosto 2010

E se - del 31 Luglio 2010

Mitologia Greca - del 24 luglio 2010

2012 - del 17 luglio 2010

Geografia - del 10 luglio 2010

Astronomia - del 3 luglio 2010

Dove cadranno i fulmini resta un mistero, imprevedibile o quasi visto che esistono strumenti per prevenire i pericoli elettrici, ad Ostuni venne colpita anche la statua di S. Oronzo in Piazza Libertà

un abbraccio Giuseppe

Im quest'articolo molte supposizioni, ma i collegamenti fra continenti per alcuni istanti gli ho immaginati.

complimenti!

Giuseppe

Ciao Giacomo, ho letto il tuo articolo sulle sirene, molto interessante e coinvolgente...!! Bella scelta...

Ti vorrei porgere una domanda...

La conosci la storia della sirena Partenope?

Se la sai, riesci a raccontarmela in pochi righi?

Grazie, Serena (ahaha mi chiama davvero serena)

Grazie Serena per aver trovato il mio articolo interessante...
Per quanto riguarda la sirena Partenope era una leggiadra fanciulla che viveva in Grecia, in un paese che si affacciava sul mar Ionio. Amava ricambiata il giovane Cimone, ma il padre di lei ostacolava il rapporto in quanto l’aveva promessa ad Eumeo. I due decisero di scappare e rifugiarsi sulle coste di un golfo dove secondo una leggenda fondarono Napoli, infatti ancora oggi la regione napoletana viene detta partenopea.
Spero di aver risposto sufficientemente alla tua richiesta.
Ti invito a propormi degli argomenti che ti piacerebbe venissero trattati nella rubrica.
Un saluto,
Giacomo Zaccaria

Ora ho capito...
Già, hai avuto un incontro con le sirene!?? :)

No, non ho mai incontrato delle sirene... e forse dovrei dire per fortuna, anche perchè la maggior parte le persone che incontravano le sirene morivano, quindi.... forse è meglio così!

che curiosità! non si può anticipare la data??

scherzoooo

@Giacomo, bell'articolo mishcterioso

Ciao giuseppe

Secondo te Giacomo, la geografia è la materia più amata dai giovani?

Grazie Mariella

Perchè no, Mariella?
Penso che la geografia sia una materia bellissima! Certo, magari non è amata da tutti ma comunque ho ritenuto giusto parlarne nella mia rubrica, anche perchè questo è un sito di meteorologia e la geografia (come ho scritto) è spesso legata anche a questa materia.
Comunque aspetto suggerimenti per un prossimo argomento da trattare...
La prossima volta sto pensando di parlare delle "profezie" sul 2012 o magari........ chissà??
Un saluto.
Giacomo Zaccaria

Ciao =)

complimenti per questa nuova rubrica...

Ci mancava qui su sl3

Belli gli argomenti che scegli...

Un saluto a Michele

Cinzia...

Grazie mille Cinzia,
sabato (o forse anche prima, magari ne parlo con Michele) sarà pubblicato un argomento che spero troverai interessante, ho 2 cose in mente devo decidere quale pubblicare prima....
E mi raccomando aspetto suggerimenti su alcuni argomenti che vorresti fossero trattati...
Un saluto,
Giacomo Zaccaria

Leggendo si nota la passione e la cura che si celano dietro la semplificazione e il riassunto che hai fatto.
Articolo davvero interessante!
:) in bocca al lupo
un saluto da Giuseppe

Grazie mille, Giuseppe.
In effetti l'astronomia è una delle mie tante passioni, leggo molto su questo argomento. Certo non mi posso definire un esperto, perchè ci sono tantissime cose che non so.
Ti aspetto sabato prossimo per un altro argomento (spero) interessante!
Ciao.... e crepi il lupo....
Giacomo Zaccaria